La Stirpe delle Ombre Sussurranti

scritto da Deysiel
Scritto Ieri • Pubblicato 24 ore fa • Revisionato 23 ore fa
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Autore del testo Deysiel

Testo: La Stirpe delle Ombre Sussurranti
di Deysiel

Capitolo I: Il Richiamo del Bosco Silente


Il cielo sopra Veyrlen sembrava trattenere il respiro. Nessun animale, nessun fruscio, nessun vento. Solo un silenzio così profondo da sembrare vivo. Lyria avanzava lungo il sentiero, guidata da un richiamo che non apparteneva al mondo degli uomini. Era un sussurro che vibrava nella pelle, nelle ossa, nella runa luminosa incisa sul suo polso.

Non ricordava quando fosse comparsa. Non ricordava quasi nulla, a dire il vero. Solo il suo nome.

E quel nome, nel bosco, sembrava risuonare da solo.

"Lyria..."

La voce non veniva da una gola umana. Era come se la terra stessa la pronunciasse. La runa pulsò, e il bosco rispose con un tremito leggero, come un animale che si ridesta.

Tra gli alberi apparve una casa che non avrebbe dovuto esistere: pietra nera, radici intrecciate come dita, finestre cieche che sembravano osservare. La porta si aprì lentamente, senza tocco umano, liberando un soffio d'aria fredda.

Lyria entrò.

Candele sospese nel vuoto si accesero una dopo l'altra, illuminando un tavolo circolare. Sopra, un libro antico era aperto. Il suo nome brillava sulla prima pagina, scritto con un inchiostro che sembrava respirare.

Quando sfiorò le lettere, una voce si levò alle sue spalle.

— "Finalmente sei tornata."

Lyria si voltò. Una donna avvolta in un mantello d'ombra la osservava. I suoi occhi erano identici ai suoi: profondi, lunari, inquietanti.

— Chi sei? — mormorò Lyria, anche se una parte di lei già lo sapeva.

La donna sollevò il polso, mostrando la stessa runa.

— Colei che ti ha protetta. Colei che ha pagato il prezzo.

Fece un passo avanti.

— Siamo l'ultima Stirpe delle Ombre Sussurranti. E tu sei la mia erede.

Il mondo esplose.

Ricordi spezzati la travolsero: un cerchio di donne, un rituale interrotto, un fuoco verde che divorava il cielo. Vide se stessa bambina, trascinata via tra le braccia della donna. Vide ombre che urlavano senza voce. Vide la notte in cui tutto era stato perduto.

E vide il volto della donna illuminarsi dal dolore.

Sua madre.

La visione svanì. La casa era vuota. La donna dissolta come nebbia al sole.

Sul tavolo, il libro si voltò da solo, rivelando una nuova frase che si scriveva mentre lei guardava:

"Il confine trema.

Il tuo risveglio è iniziato."

Lyria uscì nella notte. Il vento era tornato, ma non era più lo stesso: portava sussurri, promesse, minacce. La runa sul suo polso brillava come una stella ferita.

Il bosco la chiamava.

Il mondo la temeva.

E lei, per la prima volta, sentì il potere muoversi sotto la pelle.

Non era più una ragazza senza memoria.

Era l'erede di un'antica oscurità.

L'ultima voce delle Ombre Sussurranti.

E la sua storia era appena cominciata.

La Stirpe delle Ombre Sussurranti testo di Deysiel
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